Ecocolordoppler grossi vasi addominali Milano
Come si esegue Ecocolordoppler grossi vasi addominali nel nostro studio a Milano
L’ecocolordoppler viene svolto direttamente in ambulatorio e prevede che il paziente si ponga in posizione supina e addome scoperto. A differenza di altri esami con ecocolordoppler, in questo è possibile che venga richiesto al paziente di presentarsi a digiuno, da qualche ora, per poter evitare delle interferenze nella visione di vene e arterie, ad esempio a causa di gas intestinali che potrebbero andare a ridurre la qualità dell’immagine.
La valutazione inizia solitamente dall’aorta addominale, che viene analizzata lungo l’intero decorso, dall’origine in corrispondenza dell’emergenza del diaframma fino alla biforcazione iliaca. Si misurano diametro, morfologia, pareti e caratteristiche del flusso.
Si prosegue con lo studio delle arterie renali, spesso oggetto d’indagine, in caso di ipertensione resistente, e delle iliache comuni e interne, specie in presenza di sintomi a carico degli arti inferiori o del distretto pelvico.
In ambito venoso, si osserva la vena cava inferiore, le vene epatiche e, quando indicato, le vene renali. In alcuni casi viene incluso anche lo studio della vena porta, utile per pazienti affetti da epatopatie croniche.
Per l’esame vengono impiegate delle sonde convex a bassa frequenza, che sono in grado di fornire una visione della situazione in profondità mantenendo una buona risoluzione.
A cosa serve Ecocolordoppler grossi vasi addominali
In genere, l’indicazione medica per l’esecuzione dell’ecocolordoppler dei grossi vasi addominali è data dal proprio medico curante o dallo specialista per individuare eventuali aneurismi dell’aorta addominale, una patologia silente fino alla rottura, spesso fatale.
Il monitoraggio periodico del diametro aortico è indicato in genere nei soggetti con familiarità o in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare marcati.
Nel contesto delle epatopatie croniche, l’esame viene impiegato per andare a verificare la pervietà e la direzione del flusso nella vena porta, valutare la presenza di segni di ipertensione portale e controllare le vene sovraepatiche nei pazienti con sospetta sindrome di Budd-Chiari.
Altre indicazioni per l’esame comprendono la ricerca di trombosi venose profonde nei grossi vasi, lo studio delle arterie iliache in pazienti con claudicatio o dolore pelvico, e il follow-up post-chirurgico in caso di impianto di protesi aortiche o endoprotesi.