Ecografia capo e collo Milano
L’ecografia capo e collo è uno strumento di diagnosi utile nella valutazione di lesioni palpabili, tumefazioni cervicali, patologie tiroidee, anomalie linfonodali o sospette neoformazioni dei tessuti molli.
L’assenza di esposizione a radiazioni e la buona risoluzione delle sonde ad alta frequenza la rendono indicata anche in età pediatrica, nei controlli ravvicinati e nelle situazioni in cui sia necessario un inquadramento rapido prima di eventuali esami di secondo livello.
Come si esegue l’ecografia capo e collo nel nostro studio a Milano
Il paziente è posizionato in decubito supino, con il collo lievemente esteso, per migliorare l’accesso, viene collocato un cuscino sotto le spalle. Si utilizza una sonda lineare ad alta frequenza e un gel che serve a favorire la conduttività.
L’indagine inizia con l’esplorazione bilaterale delle logge laterocervicali, proseguendo con l’area sovra e sottoclaveare, la regione sottoangolomandibolare, il cavo sottomentoniero e il compartimento centrale.
Si analizzano i tessuti molli superficiali, la ghiandola tiroidea, le paratiroidi (se visibili), le principali strutture vascolari e i linfonodi reattivi o patologici.
A seconda delle indicazioni cliniche, può essere estesa alla parotide, alla regione sottomandibolare, alla laringe o all’area peritracheale. La durata media dell’esame è di circa 20 minuti.
A cosa serve l’ecografia capo e collo
L’ecografia capo-collo consente di identificare noduli tiroidei, cisti del dotto tireoglosso, linfonodi ingrossati, raccolte ascessuali, formazioni solide o complesse nei tessuti molli.
L’esame permette anche di studiare e verificare lo stato delle ghiandole salivari per identificare la presenza di specifiche patologie.
È utile nel follow-up dei pazienti con patologia tiroidea già nota, per controllare l’evoluzione di noduli benigni o sospetti.
Permette, inoltre, di valutare masse parotidee o sottomandibolari, versamenti reattivi e segni indiretti di infiammazione nei tessuti peritonsillari o laringei.
In fase pre-chirurgica può fornire indicazioni utili sulla vascolarizzazione e sul piano di clivaggio delle lesioni, mentre nel monitoraggio post-operatorio consente la rapida identificazione di recidive locali o linfoadenopatie secondarie.