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Ecografia dei Linfonodi collo, inguinali, ascellari Milano

L’ecografia dei linfonodi per il collo, l’inguine e le ascelle rappresenta un sistema di indagine per la valutazione di eventuali linfoadenopatie.

Questo esame diagnostico viene impiegato in ambito clinico per svolgere un’analisi dei linfonodi, soprattutto in caso di ingrossamenti sospetti che si possono localizzare nella zona cervicale, del collo, oppure in quella inguinale e ascellare.

La metodica ecografica non è invasiva e permette una valutazione morfologica attenta e funzionale dei linfonodi, al fine di discriminare tra eventuali condizioni benigne e maligne.

Come si esegue Ecografia dei Linfonodi collo, inguinali, ascellari nostro studio a Milano

L’ecografia dei linfonodi prevede che il paziente, in regime ambulatorialele o in day hospital, si ponga su un lettino in posizione supina, dopo di ché lo specialista applica uno strato di gel e con una sonda ecografica effettua un’indagine sulla o sulle regioni interessate.

L’ecografia si concentra sulle diverse stazioni linfonodabili per riuscire a comprendere la dimensione dei linfonodi, la struttura ecografica che può essere disomogenea oppure omogenea. Si fanno diverse valutazioni che serviranno a comprendere se si tratta di un linfonodo patologico, reattivo o fisiologico.

A cosa serve l’Ecografia dei Linfonodi collo, inguinali, ascellari Milano

L’ecografia linfonodale permette di distinguere linfonodi reattivi, solitamente conseguenti a infezioni, da quelli di natura linfoproliferativa o secondaria a processi neoplastici. Fornisce indicazioni importanti nella stadiazione tumorale, nel follow-up post-terapia oncologica, nelle infezioni localizzate e nelle febbri di origine ignota.

L’identificazione di un linfonodo con morfologia alterata, margini irregolari, struttura disomogenea e vascolarizzazione periferica suggerisce un quadro sospetto e indirizza verso ulteriori accertamenti, come una biopsia. Viceversa, la presenza di linfonodi ovalari, con ilo conservato e flusso centrale, è compatibile con una reazione infiammatoria benigna.

Nel contesto delle malattie autoimmuni, infine, l’ecografia può contribuire a monitorare l’evoluzione clinica e la risposta terapeutica.

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