Ecografia mammaria bilaterale Milano
L’ecografia mammaria bilaterale è un’indagine diagnostica che si può affiancare ad altre indagini mediche come la mammografia e la visita dal senologo.
Questa visita è prescritta dal medico soprattutto per le donne giovani che hanno un tessuto ghiandolare denso. Inoltre, questa viene usata anche in ambito clinico per riuscire a valutare la presenza di modifiche cutanee, alterazioni o delle secrezioni.
Inoltre, è possibile svolgere questo esame per un follow-up in caso di lesioni già presenti.
Come si esegue Ecografia mammaria bilaterale Milano nel nostro studio a Milano
L’ecografia mammaria bilaterale viene eseguito in ambulatorio o in day hospital, in giornata e senza particolari pre-indicazioni. Il medico fa posizionare la paziente supina e le fa sollevare le braccia dietro la schiena per riuscire a distendere il parenchima mammario.
Dopo di ché usa un gel conduttore sulla pelle per riuscire a facilitare la trasmissione degli ultrasuoni mediante l’uso della sonda ecografica sulla zona interessata.
L’ecografo, attraverso trasduttori ad alta frequenza, restituisce immagini in tempo reale delle strutture ghiandolari e dei dotti, permettendo di visualizzare nodularità, cisti, aree infiammatorie o distorsioni dell’architettura.
L’esame ha una durata media di 15–20 minuti ed è completamente indolore e privo di effetti collaterali, poiché non utilizza radiazioni ionizzanti.
A cosa serve l’Ecografia mammaria bilaterale Milano
L’ecografia mammaria consente di studiare in modo dettagliato il parenchima della ghiandola e i linfonodi regionali. Viene utilizzata per identificare formazioni nodulari solide o cistiche, differenziandole sulla base della loro ecogenicità, dei margini e del comportamento vascolare, informazioni utili per orientarci nella diagnosi tra lesioni benigne e sospette.
È indicata anche per valutare flogosi mammarie, ascessi, galattoforiti e per monitorare lesioni già identificate in esami precedenti. Nelle pazienti giovani, rappresenta spesso la prima scelta diagnostica in presenza di sintomi o rilievi clinici, mentre dopo i 40 anni è principalmente complementare alla mammografia.
Viene inoltre impiegata in gravidanza, con cautela, per indagini su lesioni palpabili, poiché non comporta alcun rischio né per la madre né per il feto. La possibilità di valutare anche i linfonodi ascellari ne estende l’utilità nel contesto della stadiazione oncologica e del follow-up.