Ecografia pelvica transaddominale Milano
L’ecografia pelvica transaddominale viene utilizzata principalmente in ambito ostetrico e ginecologico per studiare lo stato di salute dell’apparato riproduttivo femminile.
Questo esame prevede un’ecografia della regione pelvica senza l’uso di una sonda transvaginale, per questo viene indicata nelle pazienti vergini, nelle donne anziane con distrofie vaginali, o nelle fasi avanzate della gravidanza.
Pur offrendo immagini meno dettagliate rispetto all’ecografia transvaginale, questa metodica permette una visione d’insieme più ampia, utile soprattutto in presenza di masse voluminose o per valutazioni di tipo morfologico nel secondo e terzo trimestre gestazionale.
Come si esegue Ecografia pelvica transaddominale Milano nel nostro studio a Milano
L’esame si svolge in regime ambulatorialele e prevede che la si distenda in posizione supina scoprendo la zona dell’addome basso.
Dopo aver applicato un sottile strato di gel, il medico posiziona la sonda sull’addome inferiore, muovendola con leggere pressioni per ottenere le immagini desiderate.
Affinché la procedura risulti efficace, è essenziale che la vescica sia piena: l’espansione vescicale consente una migliore trasmissione degli ultrasuoni e migliora la visibilità delle strutture pelviche sottostanti, spingendo verso l’alto l’utero e allontanando le anse intestinali.
Nei giorni precedenti all’esame, è consigliato evitare l’assunzione di alimenti che favoriscano gonfiore intestinale e meteorismo, in particolare nelle pazienti con pannicolo adiposo addominale marcato.
Durante la gravidanza, inoltre, è bene non applicare creme sull’addome il giorno precedente, poiché i residui lipidici sulla pelle possono compromettere la qualità delle immagini.
A cosa serve Ecografia pelvica transaddominale
In ginecologia, l’ecografia transaddominale è utile per la valutazione di fibromi, cisti ovariche, neoplasie annessiali, alterazioni uterine e anomalie del ciclo mestruale.
Può essere parte integrante di un iter diagnostico in caso di infertilità o dolore pelvico di origine incerta, o fornire supporto nel monitoraggio di trattamenti di procreazione medicalmente assistita.
In ambito ostetrico trova particolare impiego dopo il primo trimestre, quando lo sviluppo fetale richiede un campo visivo più esteso: consente la valutazione della biometria fetale, del liquido amniotico, della placenta e del benessere generale del feto.