Ecografia addome superiore Milano
L’ecografia dell’addome superiore viene utilizzata per indagare alterazioni a carico di fegato, colecisti, vie biliari, pancreas, milza e reni.
È indicata in presenza di sintomi come dolore localizzato all’ipocondrio destro o all’epigastrio, alterazioni degli esami epatici, ittero, febbre di origine indeterminata, sospette coliche biliari o patologie infiammatorie acute.
Anche in assenza di sintomi evidenti, l’esame trova impiego nel monitoraggio di condizioni croniche come epatopatie virali, steatosi epatica, litiasi biliare recidivante, lesioni focali conosciute o nel follow-up oncologico.
Come si esegue l’ecografia dell’addome superiore nel nostro studio a Milano
Il paziente si deve presentare a digiuno da almeno sei-otto ore, per ridurre la presenza di gas intestinali e garantire una distensione adeguata della colecisti. Inoltre, è possibile che debba seguire una dieta o un’alimentazione mirata prima di eseguire l’esame.
Dopo di ché la procedura prevede che il paziente si ponga sdraiato, e in alcuni momenti potrebbero essere previste delle variazioni di decubito laterale per favorire l’esplorazione di aree meno accessibili.
Dopo l’applicazione del gel conduttivo, si utilizza una sonda convessa a bassa frequenza, sufficiente a restituire una risoluzione diagnostica soddisfacente. Si inizia solitamente con l’esame del fegato, valutandone forma, margini, ecostruttura e presenza di eventuali lesioni focali.
Si procede quindi alla visualizzazione della colecisti, a parete sottile e contenuto anecogeno in condizioni fisiologiche, e del coledoco, misurandone calibro ed eventuali dilatazioni.
Il pancreas viene esplorato in epigastrio, spesso con l’ausilio di manovre respiratorie per dislocare le anse intestinali sovrapposte. Si passa quindi alla milza, valutando volume, profilo e omogeneità parenchimale.
I reni, se inclusi nell’indagine, vengono visualizzati bilateralmente in scansioni longitudinali e trasversali, per confrontarne morfologia, ecogenicità e presenza di calcoli o idronefrosi.
La durata dell’esame varia tra 15 e 25 minuti, in base alla conformazione anatomica del paziente e alla complessità del quadro clinico.
A cosa serve l’ecografia dell’addome superiore
L’ecografia dell’addome superiore permette di rilevare con buona sensibilità epatomegalie, steatosi diffuse o localizzate, alterazioni di margini e superficie compatibili con cirrosi, lesioni focali benigne o sospette, alterazioni della colecisti come microlitiasi, colecistiti acute o croniche, e dilatazioni delle vie biliari secondarie a ostruzioni intra o extraepatiche.
Nel pancreas si possono osservare segni diretti o indiretti di pancreatite, tumefazioni o dilatazione del dotto di Wirsung.
La milza viene valutata per splenomegalia, infarti o lesioni secondarie. Nei reni, l’esame consente di identificare calcoli, dilatazioni calico-pieliche, cisti semplici o complesse, e masse solide.
Inoltre, l’ecografia addome superiore può evidenziare raccolte fluide periepatiche o perispleniche, adenopatie addominali o compressioni da masse estrinseche.
È un’indagine spesso sufficiente a guidare il ragionamento clinico nei quadri di urgenza e utile nel follow-up di pazienti con condizioni croniche ben compensate.